Cocaina ed estorsioni nel Palermitano, sette misure cautelari tra Bagheria e Ficarazzi

Operazione dei Carabinieri contro un presunto gruppo attivo nel mercato della droga: l’inchiesta avrebbe fatto emergere anche episodi di violenza contro altri spacciatori per il controllo delle piazze di spaccio. Disposte diverse misure cautelari dalla Procura di Termini Imerese

È scattata nel Palermitano un’operazione dei Carabinieri che ha portato all’esecuzione di sette misure cautelari nei confronti di altrettante persone indagate, a vario titolo, per fatti legati al traffico di cocaina e alle estorsioni.

Il provvedimento è stato disposto dalla Procura della Repubblica di Termini Imerese al termine di un’attività investigativa condotta dalla Sezione Operativa del NORM della Compagnia dei Carabinieri di Bagheria.

L’indagine si è concentrata soprattutto sui territori di Bagheria e Ficarazzi, dove gli investigatori avrebbero individuato un’attività di spaccio organizzata e una serie di iniziative finalizzate, secondo l’ipotesi accusatoria, a rafforzare il controllo del gruppo sulle zone in cui venivano commercializzate le sostanze stupefacenti.

Il presunto controllo delle piazze di spaccio

Gli accertamenti avrebbero consentito di ricostruire un sistema di distribuzione della cocaina particolarmente attivo nei due comuni del Palermitano.

Secondo quanto emerso dall’attività investigativa, il gruppo non si sarebbe limitato alla vendita della droga, ma avrebbe cercato di impedire la presenza di altri soggetti sul territorio.

In questo contesto sarebbero stati individuati due episodi di estorsione, che gli inquirenti ritengono collegati al tentativo di consolidare una posizione dominante nel mercato locale degli stupefacenti.

Violenza contro altri spacciatori

Uno degli aspetti più delicati dell’inchiesta riguarda proprio le presunte intimidazioni nei confronti di altri pusher.

Due degli indagati, secondo la ricostruzione investigativa, avrebbero fatto ricorso alla violenza fisica per scoraggiare altri soggetti dal vendere droga nelle aree considerate sotto il controllo del gruppo.

Gli episodi sarebbero quindi stati funzionali, secondo l’accusa, non soltanto a ottenere denaro, ma anche a mantenere una sorta di controllo sulle piazze di spaccio e sulle attività criminali presenti nella zona.

Le misure cautelari

Alla luce degli elementi raccolti durante le indagini, l’autorità giudiziaria ha disposto sette differenti misure cautelari, calibrate sulla posizione dei singoli indagati.

Per quello ritenuto il referente del gruppo Ã¨ stata disposta la custodia cautelare in carcere.

Un secondo indagato dovrà invece rispettare gli arresti domiciliari, con l’applicazione del braccialetto elettronico.

Per gli altri cinque sono state stabilite misure meno afflittive: obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e obbligo di dimora nel Comune di residenza, accompagnati dalla permanenza domiciliare durante le ore notturne.

Sequestrato anche uno scooter

Nell’ambito dell’operazione è stato inoltre disposto un sequestro preventivo d’urgenza nei confronti di uno degli indagati.

Il provvedimento riguarda uno scooter che, secondo gli investigatori, potrebbe essere stato acquistato utilizzando denaro proveniente dall’attività di spaccio.

Il mezzo è stato quindi sottoposto a sequestro in attesa degli ulteriori accertamenti sulla sua provenienza.

Indagini ancora in corso

L’operazione rappresenta il risultato di un’attività investigativa sviluppata dai Carabinieri di Bagheria nel quadro delle attività di contrasto al traffico di sostanze stupefacenti.

Gli accertamenti proseguiranno per verificare la portata del presunto sistema criminale e ricostruire eventuali ulteriori episodi collegati alle attività contestate.

Per tutti gli indagati resta fermo il principio di presunzione di non colpevolezza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

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