Incendi in Sicilia, 94 nuove guardie forestali ancora ferme: “Potevano aiutare a fronteggiare i roghi”

Dopo l’ultima ondata di incendi, che ha interessato diverse province dell’Isola, il deputato regionale Mario Giambona punta il dito contro i ritardi nelle assunzioni. I vincitori del concorso avrebbero già completato la formazione, ma l’ingresso in servizio resta legato all’approvazione del rendiconto regionale

L’ultima emergenza incendi ha lasciato dietro di sé centinaia di ettari di vegetazione distrutti dalle fiamme, che si sommano alle vaste aree già interessate dai roghi durante l’estate. Un bilancio pesante che ha riacceso il confronto politico sulla capacità della Sicilia di prevenire e gestire le emergenze ambientali.

Secondo i dati citati dal deputato regionale Mario Giambona, sono stati 198 gli incendi documentati dalla Regione Siciliana nell’ultima sequenza di roghi. Numeri che, secondo l’esponente del Partito Democratico, rendono ancora più urgente il rafforzamento del Corpo Forestale regionale.

Nel mirino di Giambona finiscono in particolare 94 vincitori dell’ultimo concorso per guardie forestali, persone che, secondo quanto riferito dal parlamentare, avrebbero già completato il previsto percorso di formazione di tre mesi e sarebbero quindi pronte a entrare in servizio.

Il problema, sostiene il deputato, sarebbe legato agli adempimenti finanziari della Regione.

Le nuove guardie forestali restano in attesa

La questione sollevata da Giambona riguarda il rendiconto dell’esercizio finanziario 2025, la cui approvazione sarebbe necessaria per procedere alle nuove contrattualizzazioni.

“Le risorse economiche ci sono”, sostiene il parlamentare, secondo cui la relativa copertura sarebbe già prevista nella legge di bilancio regionale. A impedire l’assunzione, però, sarebbe l’assenza dell’approvazione del rendiconto.

Da qui la contestazione politica: 94 persone già selezionate e formate rimarrebbero di fatto ferme, proprio mentre l’Isola deve affrontare una stagione particolarmente difficile sul fronte degli incendi.

Per Giambona si tratta di una situazione paradossale, perché le nuove unità avrebbero potuto contribuire alle attività di sorveglianza del territorio, prevenzione e supporto alle operazioni di spegnimento.

Il deputato parla quindi di un “cortocircuito” amministrativo che, a suo giudizio, finisce per penalizzare la macchina regionale nel momento in cui avrebbe maggiore bisogno di personale.

Il nodo dei rendiconti regionali

Dietro il mancato ingresso in servizio delle nuove guardie forestali c’è dunque anche una questione più ampia, legata ai tempi della rendicontazione e della parifica dei bilanci della Regione Siciliana.

La situazione si è progressivamente normalizzata dopo anni di ritardi. La Corte dei conti ha infatti già proceduto alla parifica del rendiconto regionale relativo al 2023, mentre è atteso il successivo passaggio relativo all’esercizio 2024.

Il rendiconto 2025 dovrà invece completare il proprio iter amministrativo prima di arrivare al giudizio di parifica.

Il percorso assume particolare importanza perché la Regione è impegnata da tempo nel recupero degli arretrati accumulati negli anni precedenti, dopo una fase nella quale i giudizi di parifica erano rimasti fermi al 2020.

“Il Corpo Forestale è fortemente sotto organico”

A rendere ancora più delicata la situazione, secondo Giambona, sarebbe soprattutto la carenza di personale del Corpo Forestale della Regione Siciliana.

Il deputato denuncia un ridimensionamento significativo degli organici: dalle oltre mille unità del passato si sarebbe arrivati a meno di 400 operatori, con un’età media particolarmente elevata.

L’ingresso delle nuove guardie, quindi, non rappresenterebbe soltanto un rinforzo numerico, ma anche un’occasione per rinnovare progressivamente un corpo ormai caratterizzato da una forte presenza di personale anziano.

Secondo l’esponente del Pd, gran parte degli operatori avrebbe infatti superato i 55 anni, rendendo ancora più urgente un ricambio generazionale.

La richiesta dopo l’emergenza incendi

La polemica arriva in un momento nel quale diversi territori siciliani sono stati messi a dura prova dai roghi, con abitazioni, aziende, terreni e aree naturali interessati dalle fiamme e con amministratori locali costretti a gestire situazioni di emergenza.

La richiesta politica è quindi quella di accelerare gli adempimenti necessari per consentire alle 94 nuove guardie forestali di prendere servizio.

Per Giambona, la Sicilia non può permettersi di lasciare personale già formato in attesa mentre il territorio continua a essere esposto al rischio di nuovi incendi.

La vicenda apre così un doppio fronte: da una parte la necessità di completare rapidamente gli adempimenti contabili della Regione, dall’altra l’urgenza di rafforzare la prevenzione e la risposta agli incendi, attraverso un Corpo Forestale dotato di personale sufficiente e adeguatamente distribuito sul territorio.

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