Tajani: “Attacchi ibridi russi in Europa, inaccettabili”. E sul caso Vannacci: “Bisogna provare ciò che si dice”

Il ministro degli Esteri italiano esprime solidarietà alla Germania dopo i fatti di Lipsia e lancia l’allarme sulle possibili interferenze russe nelle democrazie europee. Sul generale Vannacci e l’accusa del Financial Times invita alla cautela

“Siamo solidali con la Germania per quello che è accaduto a Lipsia”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenendo a Wicklow, in Irlanda, dove partecipa alla riunione informale dei ministri degli Esteri dell’Unione europea.

Secondo Tajani, l’episodio si inserisce in un quadro più ampio di azioni riconducibili alla guerra ibrida russa. “Ci sono una serie di attacchi da parte russa”, ha spiegato, sottolineando come non si tratti necessariamente di un conflitto condotto attraverso operazioni militari tradizionali, ma di iniziative che, a suo giudizio, rappresentano comunque una minaccia da non sottovalutare.

L’allarme sulle interferenze nelle elezioni

Il ministro italiano ha quindi richiamato l’attenzione sul possibile tentativo di influenzare i processi democratici nei Paesi dell’Ue.

Tajani non ha escluso che Mosca possa cercare di intervenire nelle campagne elettorali e nella formazione dell’opinione pubblica, utilizzando strumenti riconducibili alla guerra ibrida per condizionare il voto e indebolire la coesione europea.

Un rischio che, secondo il ministro, potrebbe manifestarsi attraverso la diffusione di fake news, contenuti manipolati e immagini prive di riscontro nella realtà, con l’obiettivo di orientare le scelte dei cittadini.

“Non siamo in guerra con la Russia”

Tajani ha però ribadito la distinzione tra il contrasto alle attività di interferenza e un conflitto militare diretto con Mosca.

“Noi non siamo in guerra con la Federazione Russa”, ha sottolineato, precisando allo stesso tempo che l’Italia e l’Unione europea intendono respingere quelli che definisce attacchi di natura politica e operazioni destabilizzanti.

Nel suo intervento il ministro ha ricordato anche il precedente del referendum sull’indipendenza della Catalogna, sostenendo che anche in quella circostanza erano emerse attività attribuite alla Russia finalizzate a utilizzare informazioni false e contenuti ingannevoli per incidere sul dibattito pubblico.

Il caso Vannacci e l’accusa del Financial Times

Nel punto stampa Tajani ha inoltre commentato l’articolo del Financial Times che definisce il generale Roberto Vannacci un “cavallo di Troia della Russia”.

Una ricostruzione sulla quale il ministro ha invitato a non esprimere giudizi senza prima verificare gli elementi a sostegno dell’accusa.

“Il Financial Times può scrivere quello che vuole. Bisogna sempre poi provare quello che si dice”, ha affermato Tajani, aggiungendo: “Mi auguro che questo sia assolutamente falso”.

Il ministro ha così preso le distanze da conclusioni che, a suo avviso, devono essere accompagnate da elementi concreti e verificabili, soprattutto quando riguardano presunti legami con una potenza straniera.

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