C’è un nuovo elemento nella vicenda di Etna Sky, il progetto di compagnia aerea promosso dal deputato Manlio Messina insieme al socio Angelo Lo Bianco. A emergere è questa volta un dettaglio di natura societaria: Ets Operation, la società costituita nella primavera scorsa per occuparsi delle attività operative legate alla holding, ha indicato a fine luglio un nuovo codice Ateco.
Si tratta del 51.10.20, classificazione che identifica le attività di trasporto aereo non di linea di passeggeri. Una categoria nella quale rientrano, tra le altre attività, voli charter, collegamenti panoramici e turistici e servizi di noleggio di aeromobili per il trasporto non di linea con operatore.
Un’indicazione che aggiunge un tassello al progetto, ma che non chiarisce ancora quale sarà concretamente il modello operativo della futura compagnia.
Il codice Ateco e il progetto della compagnia siciliana
La scelta assume particolare interesse alla luce degli annunci fatti da Messina nei mesi scorsi.
Quando il progetto Etna Sky venne presentato pubblicamente, l’obiettivo dichiarato era quello di contribuire a risolvere uno dei problemi storici della Sicilia: l’elevato costo dei collegamenti aerei da e verso l’Isola.
Il nuovo codice Ateco, tuttavia, descrive principalmente un’attività di trasporto non di linea, diversa da quella delle compagnie che effettuano collegamenti regolari tra aeroporti secondo un calendario prestabilito.
Resta quindi da capire se la classificazione scelta rappresenti semplicemente una delle attività previste dalla società o se possa anticipare una parte del modello con cui Etna Sky intende operare sul mercato.
Sul tema, Messina non ha fornito chiarimenti alle richieste di informazioni.
L’altro codice riguarda i voli di linea
Nella documentazione societaria compare anche il codice Ateco 51.10.10, relativo invece al trasporto aereo di passeggeri di linea.
È questa la categoria nella quale rientrano le attività delle compagnie che operano su rotte regolari, comprese quelle del comparto low cost.
La presenza di entrambi i codici amplia quindi il perimetro delle attività formalmente previste, ma la scelta del 51.10.20 come riferimento per Ets Operation mantiene aperto l’interrogativo sul tipo di voli che Etna Sky intenderà effettuare concretamente.
Il nodo principale resta il certificato Enac
Al di là dei codici amministrativi, c’è però un passaggio decisivo che il progetto deve ancora completare: il Certificato di operatore aereo, il Coa.
Si tratta dell’autorizzazione necessaria per poter svolgere attività di trasporto aereo commerciale e viene rilasciata dall’Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile.
Messina aveva già dichiarato in passato di aver avviato l’iter per ottenere l’autorizzazione, senza però indicare pubblicamente quando sia stata presentata formalmente la richiesta né quali siano i tempi previsti per la conclusione della procedura.
Anche su questo punto non sono arrivati aggiornamenti ufficiali.
La stessa Etna Sky, rispondendo mesi fa a una domanda sui social relativa all’avvio dei voli, aveva spiegato che le tempistiche sarebbero state legate al completamento degli iter autorizzativi. Solo una volta ottenute le autorizzazioni, secondo la società, sarà possibile stabilire le date dei primi collegamenti.
Il piano industriale presentato ai soci
Un altro passaggio importante risale alla fine di giugno, quando Etna Sky aveva annunciato la presentazione del piano industriale ai soci fondatori e ai soci sostenitori.
L’appuntamento era stato fissato per il 27 giugno e accompagnato sui social dallo slogan “Insieme per costruire il futuro”, con un’immagine raffigurante un aereo con il marchio Etna Sky e, sullo sfondo, il vulcano.
Non sono però seguiti comunicati dettagliati sull’esito dell’incontro né sono stati diffusi pubblicamente elementi sostanziali relativi al piano industriale illustrato durante la presentazione.
Le divise della futura compagnia
Nel frattempo, Etna Sky ha continuato a comunicare sui social alcuni aspetti legati alla costruzione dell’identità della futura compagnia.
A luglio è stato annunciato un accordo con Face to Face Style, azienda con sede a Roma, per la realizzazione delle divise destinate al personale di Etna Sky.
La società ha presentato la collaborazione come un ulteriore passo nella definizione dell’immagine del nuovo vettore, parlando di un brand giovane e di una scelta orientata a eleganza e freschezza.
Sotto il post, tuttavia, numerosi utenti hanno spostato l’attenzione dall’estetica delle uniformi a una questione molto più concreta: quando partiranno le selezioni e quando sarà possibile vedere realmente Etna Sky operativa?
Dai curriculum ai primi passeggeri
Sul sito della società è da tempo disponibile un modulo attraverso il quale è possibile inviare il proprio curriculum vitae, alimentando l’interesse di chi guarda al progetto anche come possibile opportunità professionale.
Ma la curiosità maggiore riguarda evidentemente il pubblico dei potenziali passeggeri.
Sono infatti molti i siciliani che attendono di capire se Etna Sky riuscirà davvero a trasformare gli annunci in collegamenti aerei concreti e competitivi, incidendo sul costo dei viaggi da e per la Sicilia.
Per ora, però, il progetto continua a muoversi soprattutto sul piano societario e organizzativo. Il nuovo codice Ateco rappresenta un ulteriore tassello, ma il passaggio decisivo resterà l’ottenimento delle autorizzazioni necessarie per portare Etna Sky dai documenti agli aeroporti.

