Lo stanziamento di 5 milioni di euro destinato all’area ad alto rischio di crisi ambientale di Milazzo e della Valle del Mela riapre il confronto sulle strategie da adottare per il risanamento di un territorio segnato da oltre mezzo secolo di presenza industriale.
A rilanciare il tema è l’associazione Zero Waste, che invita i sindaci dei Comuni interessati a superare una logica basata su interventi separati e a costruire invece una strategia condivisa per l’intero comprensorio. L’obiettivo, secondo l’associazione, dovrebbe essere quello di concentrare le risorse all’interno di un programma organico, evitando una distribuzione frammentata in singole opere prive di un disegno complessivo.
La proposta è contenuta in una nota firmata da Egidio Maio e indirizzata al presidente della Regione Renato Schifani e ai sindaci di Milazzo, San Filippo del Mela, Pace del Mela, Condrò, Gualtieri Sicaminò, Santa Lucia del Mela e San Pier Niceto.
Zero Waste: “Serve una visione che riguardi tutta la Valle”
L’associazione considera il finanziamento regionale un’occasione importante per dare finalmente avvio a un percorso concreto di recupero e riqualificazione ambientale, ma ritiene necessario cambiare approccio.
Secondo Zero Waste, infatti, la gestione delle risorse non dovrebbe essere limitata ai confini amministrativi dei singoli Comuni. La Valle del Mela costituisce un territorio fortemente interconnesso sotto il profilo ambientale, economico e sociale e, proprio per questo, gli interventi dovrebbero essere inseriti all’interno di un unico progetto di risanamento e valorizzazione.
L’associazione riconosce inoltre il peso avuto dal comparto industriale nello sviluppo economico locale. In oltre cinquant’anni, sottolinea Zero Waste, le attività produttive hanno garantito centinaia di posti di lavoro diretti e indiretti, contribuendo in maniera significativa alla trasformazione del tessuto sociale ed economico della zona.
Ma proprio la lunga storia industriale, secondo l’associazione, rende oggi necessario intervenire per correggere le criticità accumulate e utilizzare le nuove risorse per costruire un modello di sviluppo maggiormente compatibile con le esigenze ambientali del territorio.
Legambiente: bonifiche e sviluppo devono andare di pari passo
Sulla necessità di non separare il risanamento ambientale dalle prospettive economiche interviene anche Legambiente.
Il rappresentante locale Pippo Ruggeri evidenzia che le opere di bonifica devono essere considerate parte integrante di una più ampia strategia di sviluppo sostenibile. Gli interventi ambientali, sottolinea, non possono essere rinviati mentre si attendono tempi migliori, ma devono procedere parallelamente agli investimenti destinati a costruire nuove opportunità per il territorio.
Ruggeri invita inoltre a evitare paragoni automatici con altri grandi poli industriali siciliani, come Gela e Priolo. La Valle del Mela, secondo Legambiente, presenta caratteristiche proprie e richiede quindi interventi progettati sulla base delle sue specificità, sia sotto il profilo economico sia per quanto riguarda le problematiche ambientali.
Il nodo del vecchio piano di risanamento
Più critico sull’effettiva capacità degli stanziamenti attuali di avviare un percorso strutturale è il presidente dell’Adasc, Peppe Maimone.
Il riferimento è al piano di risanamento elaborato oltre vent’anni fa dall’allora direttore dell’Ufficio speciale della Regione, Cuspilici, nel quale erano stati individuati interventi destinati alle bonifiche, alla riduzione dell’inquinamento, alla tutela della salute pubblica e alla riqualificazione urbana.
Per Maimone, prima ancora di ragionare sulle nuove risorse, sarebbe necessario chiarire che fine abbiano fatto i finanziamenti previsti da quel programma e per quale motivo il piano sia progressivamente scomparso dal dibattito istituzionale.
Maimone: “Gli stanziamenti attuali non bastano per una vera bonifica”
Secondo il presidente dell’Adasc, i 5 milioni di euro annunciati dalla Regione non sembrerebbero riconducibili al vecchio programma di risanamento.
Le risorse, nella sua lettura, sarebbero destinate ai singoli Comuni per una serie di interventi legati alla rigenerazione urbana, alla tutela della fascia costiera e alle attività connesse al Sito di interesse nazionale, ai quali si aggiunge l’ulteriore stanziamento di 1,5 milioni di euro previsto dalla legge di stabilità regionale 2026-2028.
Una dotazione che, secondo Maimone, non sarebbe sufficiente per affrontare il problema nella sua dimensione complessiva.
Il punto, dunque, non riguarda soltanto la disponibilità dei fondi, ma soprattutto la loro destinazione e la capacità delle istituzioni di inserirli in una strategia di lungo periodo. Per l’Adasc, una vera operazione di bonifica e risanamento della Valle del Mela richiederebbe infatti interventi e risorse di ben altra portata.
Il confronto tra le associazioni ambientaliste e gli amministratori locali si sposta così sulla necessità di trasformare gli stanziamenti disponibili in un progetto unitario, capace di tenere insieme bonifiche, tutela ambientale, salute, riqualificazione urbana e sviluppo economico.

