La trasparenza nella gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata continua a crescere, anche se in Sicilia restano ancora diverse amministrazioni che non hanno adeguato i propri siti istituzionali agli obblighi di pubblicazione. È quanto emerge dalla quarta edizione di “RimanDATI”, il monitoraggio realizzato da Libera insieme al Gruppo Abele, al Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università di Torino e con il contributo dell’Istat.
A livello nazionale, su 1.174 Comuni ai quali sono stati assegnati immobili confiscati, sono 938, pari al 79,8%, quelli che pubblicano sul proprio sito l’elenco dei beni. Restano invece 236 amministrazioni, il 20,2%, che non risultano ancora in regola.
Il dato complessivo evidenzia comunque un miglioramento significativo: rispetto alla precedente rilevazione del 2024, la quota dei Comuni adempienti è cresciuta del 15%. Il confronto con il primo monitoraggio del 2021 mostra ancora più chiaramente il percorso compiuto: allora soltanto il 38% degli enti pubblicava le informazioni richieste.
Beni confiscati, in Sicilia 158 Comuni pubblicano i dati
In Sicilia sono stati presi in esame 208 Comuni, corrispondenti alle amministrazioni dell’Isola alle quali risultano assegnati beni confiscati.
Di questi, 158 Comuni, pari al 76%, hanno pubblicato sul proprio sito istituzionale l’elenco dei beni affidati. Sono invece 50, il 24%, le amministrazioni che non risultano ancora in regola.
Anche per la Sicilia il dato rappresenta un miglioramento rispetto alle precedenti rilevazioni. La percentuale di Comuni adempienti è infatti cresciuta del 14% rispetto alla prima edizione del monitoraggio, confermando una tendenza positiva nella pubblicazione delle informazioni relative al patrimonio sottratto alle organizzazioni criminali.
La crescita quantitativa, tuttavia, non coincide necessariamente con una piena accessibilità dei dati.
Il problema non è solo pubblicare, ma rendere i dati consultabili
Uno degli aspetti più significativi di RimanDATI riguarda infatti la qualità e la facilità di accesso alle informazioni.
Nel ranking della trasparenza, che tiene conto della possibilità per un cittadino di individuare, consultare e comprendere i dati pubblicati dalle amministrazioni, i Comuni siciliani raggiungono un punteggio medio del 49,50%.
Una percentuale inferiore alla media nazionale del 56% e che mette in evidenza una delle principali criticità ancora presenti nell’Isola: non basta mettere online un documento, se per il cittadino risulta difficile trovarlo o comprenderne il contenuto.
La trasparenza, quindi, passa anche dalla qualità con cui le informazioni vengono organizzate e presentate.
Provincia di Messina unica inadempiente tra gli enti sovracomunali
Il quadro diventa ancora più significativo quando il monitoraggio prende in considerazione gli enti sovracomunali.
Tra province e città metropolitane siciliane destinatarie di beni confiscati, infatti, la Provincia di Messina risulta l’unica a non pubblicare sul proprio sito istituzionale l’elenco dei beni che le sono stati assegnati.
Una lacuna che riguarda un patrimonio particolarmente delicato, perché sottratto alla criminalità organizzata e destinato, attraverso la gestione pubblica, a una funzione di utilità collettiva.
Diversa la situazione della Regione Siciliana, che rende disponibile l’elenco dei beni confiscati. Anche in questo caso, però, secondo il monitoraggio, la modalità di pubblicazione non favorirebbe una consultazione immediata e intuitiva da parte degli utenti.
Sud e Isole al 75% di Comuni trasparenti
Nel complesso, Sud e Isole raggiungono il 75% di Comuni adempienti, confermando un miglioramento anche nelle aree del Paese storicamente più esposte alle criticità legate alla gestione dei beni confiscati.
La Sicilia si colloca su una percentuale leggermente superiore, con il 76% delle amministrazioni monitorate in regola con la pubblicazione degli elenchi.
Il dato positivo non cancella però il problema rappresentato dai 50 Comuni ancora inadempienti, che continuano a sottrarre ai cittadini una parte delle informazioni relative a un patrimonio pubblico di particolare valore simbolico e sociale.
I 50 Comuni siciliani che non pubblicano l’elenco
Sono 50 le amministrazioni comunali siciliane indicate dal monitoraggio tra quelle che non risultano ancora in regola con la pubblicazione dell’elenco dei beni confiscati loro assegnati.
I Comuni sono: Antillo, Calatabiano, Capo d’Orlando, Castiglione, Cefalù, Cianciana, Erice, Favignana, Floresta, Giardini Naxos, Giarre, Gioiosa Marea, Licodia Eubea, Lipari, Mascali, Mazara del Vallo, Melilli, Menfi, Merì, Messina, Misilmeri, Misterbianco, Modica, Montedoro, Niscemi, Pachino, Petralia Sottana, Piana degli Albanesi, Pietraperzia, Polizzi, Pozzallo, Prizzi, Racalmuto, Raffadali, Ragalna, Ramacca, Reitano, Roccella Valdemone, Sambuca, Santa Elisabetta, Santa Flavia, Santa Lucia del Mela, Sant’Agata Li Battiati, Serradifalco, Sinagra, Torrenova, Trappeto, Trecastagni e Vizzini.
Il monitoraggio, realizzato grazie al lavoro di oltre 80 volontari appositamente formati e distribuiti sul territorio nazionale, fotografa dunque una situazione in evoluzione: la pubblicazione dei dati cresce, ma resta ancora un margine importante da colmare, soprattutto sul piano della reale accessibilità delle informazioni.

