Un assegno bimestrale vitalizio per un imprenditore agrigentino che, dopo la somministrazione della terza dose del vaccino anti-Covid, ha sviluppato una grave patologia neurologica con conseguenze permanenti. È quanto stabilito dalla sezione Lavoro del Tribunale di Agrigento, che ha accolto il ricorso presentato dall’uomo nei confronti del Ministero della Salute.
La vicenda risale al gennaio 2022, quando l’uomo aveva 54 anni e si sottopose alla terza dose. Nei giorni successivi, secondo quanto ricostruito nel procedimento, comparvero febbre e una grave neuropatia disimmune. Nel giro di poco tempo arrivò la diagnosi di sindrome di Guillain-Barré, una patologia neurologica che nel caso esaminato ha determinato conseguenze irreversibili e portato l’uomo all’utilizzo della sedia a rotelle.
Il primo diniego del Ministero
Assistito dall’avvocato Angelo Farruggia, l’imprenditore aveva presentato la richiesta per ottenere l’indennizzo previsto dalla legge 210 del 1992 per i soggetti che abbiano riportato danni in conseguenza di una vaccinazione.
La domanda era stata però respinta dal Ministero della Salute. La posizione dell’amministrazione, secondo quanto riferito dalle fonti sul procedimento, si fondava anche sui dati disponibili nei report Aifa, ritenuti non sufficienti a stabilire un’associazione causale tra la vaccinazione e la patologia neurologica autoimmune manifestata dall’uomo.
Il provvedimento è stato quindi impugnato davanti alla magistratura. La controversia si è protratta per anni, coinvolgendo anche precedenti procedimenti giudiziari richiamati dalla difesa.
La decisione del Tribunale di Agrigento
Al termine del giudizio, il Tribunale di Agrigento ha ritenuto fondata la richiesta di indennizzo, disponendo a carico del Ministero della Salute il pagamento di un assegno bimestrale vitalizio.
La decisione, per il caso specifico, ha valorizzato la convergenza degli elementi clinici e temporali emersi nel procedimento. Il riconoscimento giudiziario riguarda dunque la vicenda individuale dell’imprenditore e il diritto all’indennizzo previsto dalla normativa, senza costituire di per sé una valutazione generale sulla sicurezza dei vaccini anti-Covid o una conclusione valida per tutti i casi di sindrome di Guillain-Barré.
Il legale: “Riconoscimento di rilievo nazionale”
L’avvocato Farruggia ha sottolineato il possibile rilievo della pronuncia, richiamando anche precedenti decisioni dei tribunali di Torino, Napoli e Venezia relative a richieste di indennizzo.
Secondo il legale, anche in assenza di una prova scientifica assoluta, la valutazione del singolo caso può tenere conto della successione temporale degli eventi e degli elementi clinici quando, nel loro insieme, rendono maggiormente plausibile il nesso causale.
La sentenza di Agrigento si inserisce così nel contenzioso relativo alle richieste di indennizzo per presunti danni da vaccinazione, nell’ambito del quale ogni posizione viene esaminata sulla base della documentazione sanitaria e degli elementi valutati nel singolo procedimento.

