È scattata nelle prime ore della mattinata una vasta operazione delle forze dell’ordine tra le province di Catania e Siracusa, nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Catania. I carabinieri del Comando provinciale di Siracusa e i finanzieri dei Comandi provinciali di Catania e del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata di Roma stanno dando esecuzione a un’ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catania.
Il provvedimento riguarda 25 persone, nei confronti delle quali sono state disposte misure cautelari. Gli indagati sono ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo e in concorso, di una serie di reati che comprendono associazione per delinquere di tipo mafioso, detenzione illecita di armi da guerra e armi comuni da sparo, estorsione, rapina, riciclaggio, trasferimento fraudolento di valori, percosse e traffico organizzato di sostanze stupefacenti, oltre allo spaccio.
Per alcuni degli indagati viene inoltre contestata l’aggravante dell’agevolazione mafiosa.
Sequestrati beni per circa 5,5 milioni di euro
Parallelamente all’esecuzione delle misure cautelari, è in corso anche un’importante attività patrimoniale. Il Gip ha disposto infatti un sequestro preventivo finalizzato alla confisca di diversi beni e disponibilità riconducibili agli indagati.
Nel dettaglio, il provvedimento riguarda complessi aziendali, quote societarie, immobili, beni mobili registrati e disponibilità finanziarie, per un valore complessivo stimato in circa 5,5 milioni di euro.
L’intervento patrimoniale si inserisce nell’attività investigativa volta a ricostruire anche la possibile provenienza e destinazione delle risorse economiche oggetto dell’inchiesta.
Aggressione a tre poliziotti durante un servizio antidroga
L’operazione arriva mentre resta alta l’attenzione sulla situazione della sicurezza in alcuni quartieri di Catania. Nelle scorse ore, infatti, tre agenti della Squadra Mobile della Questura etnea sono stati aggrediti durante un servizio antidroga nel quartiere San Cristoforo.
Secondo quanto riferito, gli operatori sarebbero stati affrontati e colpiti con caschi, spranghe e sedie mentre erano impegnati in un controllo all’interno di una piazza di spaccio.
Uno dei poliziotti ha riportato la frattura del setto nasale e un trauma facciale, mentre gli altri due hanno riportato contusioni e ulteriori traumi. Per tutti e tre è stata indicata una prognosi di 15 giorni.
L’episodio ha provocato reazioni e preoccupazione, riportando al centro del dibattito le condizioni in cui le forze dell’ordine sono chiamate a operare nelle aree maggiormente esposte alla criminalità.
Il SIAP: “Situazione preoccupante nei quartieri più difficili”
Sull’aggressione e, più in generale, sulle difficoltà incontrate dagli agenti nelle attività di contrasto allo spaccio e alla criminalità, il QdS.it ha raccolto la testimonianza di Tommaso Vendemmia, segretario provinciale del SIAP di Catania.
Vendemmia ha ricostruito la dinamica dell’intervento e sottolineato la particolare complessità del lavoro svolto quotidianamente dagli operatori di polizia nelle zone periferiche e nei quartieri dove la presenza della criminalità risulta maggiormente radicata.
L’aggressione agli agenti, secondo il segretario provinciale del sindacato, rappresenta un ulteriore elemento di preoccupazione in un contesto nel quale le forze dell’ordine devono confrontarsi con situazioni di forte tensione durante le attività di controllo del territorio e di contrasto alle piazze di spaccio.
L’inchiesta della Procura di Catania e l’operazione condotta tra Catania e Siracusa puntano ora a fare piena luce sulla struttura e sulle attività contestate agli indagati, oltre che sui presunti interessi economici collegati alle condotte oggetto dell’indagine.

