Di STEFANO SCIBILIA
Il terribile massacro del rave party israeliano e del resto degli attacchi lanciati dall’organizzazione terroristica Hamas ai danni di Israele fanno segnare l’ennesimo bilancio provvisorio. Per adesso si parla di oltre 700 vittime a cui si devono aggiungere circa 2500 feriti di cui la maggior parte versa in gravi condizioni.
Il raid di Hamas ha visto l’ingresso dei miliziani nel Paese da 29 punti diversi e questo per Israele e per i responsabili dell’intelligence rimane il maggior imbarazzo: Non essere riusciti a prevedere un attacco di una portata mai vista prima, che ha provocato morti, rapimenti e stupri.
Proprio i rapimenti rappresentano il punto cruciale di questa guerra, perché sono lo strumento con cui Hamas è attualmente nelle condizioni di ricattare il governo di Benjamin Netanyahu. Si parla di oltre 100 ostaggi israeliani tra civili, soldati, donne e bambini. Per il momento nessuno sa dove sono stati portati e intanto familiari e civili protestano, sostenendo di essere stati abbandonati dalle istituzioni.
In un contesto di imbarazzo e proteste Israele sta rispondendo militarmente agli attacchi di Hamas. L’esercito israeliano in una nota ha annunciato che tra attacchi aerei e colpi di artiglieria nella notte sono stati colpiti più di 500 obiettivi di Hamas: “Durante la notte, aerei da combattimento, elicotteri, aerei e artiglieria hanno colpito più di 500 obiettivi dei terroristi di Hamas e della Jihad islamica”.
Inoltre Israele, secondo quanto riportato dal Washington Post, avrebbe chiesto agli Stati Uniti una maggiore cooperazione per le informazioni di intelligence, avanzando anche una richiesta di armi: Si parla di munizioni per mitragliatrici e un supporto per il sistema d’arma mobile dell’Iron Dome, progettato per la difesa antimissile e utilizzato in più occasioni da Israele per intercettare gli attacchi missilistici di questi ultimi anni. Nella giornata di ieri i media americani avevano annunciato che sarebbero 4 gli americani uccisi nell’attacco di Hamas a Israele, ma all’appello non mancano nemmeno tedeschi e francesi.
Dal Governo israeliano si parla di un “conflitto di lunga durata”, in un contesto dove il Consiglio di sicurezza del governo Netanyahu ha dichiarato lo stato di guerra nelle ore successive all’attacco di Hamas. Ulteriore minaccia all’interno di Israele è data dalla presenza delle cosiddette “cellule dormienti”, ovvero uomini di Hamas che dopo l’irruzione si trovano ancora nascosti nel Paese, sono armati e rappresentano una ulteriore minaccia per i civili.
Situazione di pericolo anche in Egitto, dove nel cuore di Alessandria, a poche ore dall’attacco senza precedenti di Hamas, un’agente di polizia ha sparato ad un gruppo di turisti israeliani, provocando due vittime. Diversi video sui social hanno mostrato due uomini a terra in una pozza di sangue. Non si è ancora riusciti a risalire alla motivazione che ha portato l’agente a sparare, ma secondo i media locali, in Egitto una buona parte della popolazione non nutre molta stima delle politiche israeliane.
Nel video si vedono due donne israeliane appartenenti al gruppo di turisti che invocano l’arrivo dell’ambulanza. Dopo l’accaduto il Consiglio di sicurezza nazionale di Israele ha invitato tutti gli israeliani presenti in Egitto a lasciare il Paese il prima possibile e di astenersi dal viaggiare in altri Paesi del Medio Oriente e in nazioni già segnalate. L’ambasciata americana al Cairo ha esortato i propri connazionali a prendere precauzioni poiché l’attacco potrebbe essere collegato agli scontri tra gli israeliani e i miliziani palestinesi.
Nella giornata di ieri la premier Giorgia Meloni ha avuto una conversazione telefonica con il premier Netanyahu, dove ha ribadito la piena solidarietà del governo italiano per gli attacchi subiti e la vicinanza ai familiari delle vittime, agli ostaggi e ai feriti. Durante il dialogo tra i due leader Meloni ha ribadito che il governo è a lavoro con i partner internazionali per coordinare il sostegno, dichiarando che l’Italia è al fianco del popolo israeliano in questo difficile momento.
Durante il suo consueto Angelus domenicale Papa Francesco, oltre a ricordare la martoriata Ucraina. si è espresso anche in merito alle ultime drammatiche vicende che hanno coinvolto Israele, affermando che “La guerra è sempre una sconfitta”.
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