Di STEFANO SCIBILIA
Ancora alta tensione in Medio Oriente dopo l’attacco a Israele dello scorso sabato 7 ottobre, che ha causato oltre 1300 vittime.
Nonostante gli appelli a revocare l’evacuazione nei confronti dei civili a Gaza, gli attacchi aerei e le incursioni israeliane sono andate avanti per tutta la notte. Ad affermarlo sono stati i media palestinesi della Cisgiordania che hanno parlato di “numerose vittime”. Secondo il ministero della Sanità di Hamas i morti a Gaza per gli attacchi israeliani sono circa 1900, ma l’escalation militare in corso potrebbe portare ad un aumento significativo di questo dato. Secondo l’Onu sono stati fino ad adesso 423mila i palestinesi che hanno lasciato le loro case a Gaza, anche prima dell’ultimatum di Israele ad abbandonare la parte nord della Striscia.
Secondo quanto riportato dal quotidiano israeliano Hareetz, l’esercito israeliano ha bombardato diverse postazioni di Hezbollah in Libano dopo aver abbattuto due velivoli non identificati nella città israeliana di Haifa, situata nel distretto settentrionale del Paese. Inoltre l’esercito ha annunciato di aver sventato un tentativo di infiltrazione di una cellula terroristica dal Libano in territorio israeliano.
Il portavoce militare di Israele ha reso noto che durante gli attacchi su larga scala è stato colpito anche il capo del sistema aereo di Gaza, Merad Abu Merad, ritenuto “responsabile per aver diretto i terroristi durante il massacro di sabato scorso”. Secondo il Jerusalem Post due esponenti di spicco dell’organizzazione terroristica di Hamas sono stati arrestati. Si tratta di Sheikh Adnan Asfour e Ahmed Awad, catturati nella città di Neblus, in Cisgiordania.
Il discorso alla Nazione di Netanyahu
Durante il discorso alla nazione il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che gli attacchi di questi giorni effettuati da Israele sulla Striscia di Gaza sono solamente l’inizio: “Oggi, lo sapete tutti, stiamo combattendo per la patria, e stiamo combattendo come leoni. Non dimenticheremo mai l’assalto di Hamas, stiamo colpendo duramente ma è solo l’inizio. Distruggeremo Hamas e vinceremo, ma ci vorrà tempo”.
Reazioni dall’Unione Europea e dagli Usa
Josep Borrel, capo della politica estera dell’Unione Europea, ha affermato che il piano di evacuazione chiesto da Israele “è assolutamente impossibile da attuare perchè immaginare di poter spostare un milione di persone in 24 ore in una situazione come quella di Gaza può essere solo una crisi umanitaria. Uno scenario da evitare”.
Intanto il presidente Joe Biden ieri ha affermato che gli Stati Uniti stanno “lavorando come i dannati” per liberare gli ostaggi americani scomparsi da Israele. Nella giornata di ieri la Casa Bianca ha confermato che Biden ha sentito al telefono i familiari dei 14 cittadini americani che risultano ancora dispersi a seguito dell’attacco di Hamas dello scorso sabato.
Biden ha anche dichiarato che “la stragrande maggioranza dei palestinesi non ha nulla a che fare con Hamas e con i terribili attacchi di Hamas. E di conseguenza anche loro soffrono”.
Il portavoce delle Nazioni Unite Stephane Dujarric ha detto che è impossibile per gli abitanti di Gaza dare ascolto all’ordine di Israele di spostarsi a sud senza “conseguenze umanitarie devastanti”. Diffidenza anche dal capo degli aiuti umanitari delle Nazioni Unite Martin Griffiths: “Come possono 1,1 milioni di persone spostarsi attraverso una zona di guerra densamente popolata in meno di 24 ore?”.
Meloni: “Preoccupata dal rischio escalation”
Giorgia Meloni, che ieri era in visita in Mozambico, in un punto stampa a Maputo ha parlato del conflitto tra Israele e Hamas, sostenendo di essere “abbastanza preoccupata dallo scenario, bisogna evitare che il conflitto possa avere una escalation. È una fase molto delicata in cui bisogna mantenere il più alto livello possibile di interlocuzioni con gli alleati e gli attori che possono essere coinvolti”. Grande preoccupazione da parte di Meloni anche sul rischio emulazione delle azioni terroristiche portate avanti da Hamas: “Deve far riflettere sui fatti di questi giorni che qualcuno possa emulare tale terrore. Sono rimasta estremamente colpita dal fatto che i miliziani di Hamas volessero riprendere scene così atroci”.
Meloni ha anche parlato dell’evacuazione in corso a Gaza, parlando dell’opzione di un corridoio umanitario dall’Egitto, che però fino ad adesso ha chiuso i confini: “Quello umanitario è un tema su cui si siamo mossi nei giorni scorsi, è una delle questioni poste ai nostri interlocutori per il ruolo di Giordania, Egitto, che può essere importante. C’è anche il tema degli ostaggi, la situazione è delicata. Quello che si può fare è continuare a dialogare. Non è facile la posizione di Israele dopo le immagini che si sono viste, bisogna muoversi con cautela”.
Infine Meloni si è soffermata sui possibili effetti che la crisi mediorientale potrebbe avere in termini di sicurezza interna: “Non c’è un livello particolare di allerta in Italia, una delle primissime cose fatte nel giorno degli attacchi di Hamas è stato rafforzare la sicurezza nei luoghi sensibili per le comunità ebraiche. I nostri servizi di sicurezza sono allertati – anche sul rischio emulazione e – alcune valutazioni si devono fare sul controllo di chi entra e arriva da fuori, in particolare dalla rotta balcanica. È uno degli elementi su cui lavoriamo incessantemente, è una delle ragioni per cui oggi abbiamo ristretto questo visita”.

