Di REDAZIONE
Al termine dell’incontro con il segretario di Stato degli Stati Uniti Antony Blinken, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato ad una tv israeliana di non avere nessuna intenzione di mettere in atto un “cessate il fuoco temporaneo che non includa la restituzione dei nostri ostaggi”.
“Non ci fermeremo fino alla vittoria”, ha affermato il primo ministro, specificando che ciò significa “distruggere (il movimento islamista palestinese) Hamas, e ottenere la restituzione degli ostaggi e il ripristino della sicurezza per i nostri cittadini e bambini”. Nell’attacco del 7 ottobre, Hamas ha preso in ostaggio circa 240 persone e ne ha uccise circa 1400. Nelle operazioni israeliane nella Striscia di Gaza, sono invece morti oltre 9.200 palestinesi.
Israele ha messo in guardia i propri cittadini dal viaggiare all’estero a causa dell’aumento degli episodi di antisemitismo e degli attacchi “contro israeliani ed ebrei in tutto il mondo”. In un comunicato congiunto, il Consiglio di sicurezza nazionale e il ministero degli Esteri israeliano hanno dichiarato di aver assistito, nelle ultime settimane, a “un aumento significativo degli episodi di antisemitismo e di incitamento all’odio, oltre che di gravi attacchi contro israeliani ed ebrei in tutto il mondo. Questi incidenti si verificano in numerosi paesi del mondo, compresi quelli in cui non vi è un’allerta terrorismo”, si legge nella nota.
Intanto nella giornata di ieri un drone israeliano ha colpito l’ingresso dell’ospedale Al Shifa di Gaza City, causando almeno 15 morti e decine di feriti. Lo ha riferito l’agenzia di stampa palestinese “Quds News Network”, considerata vicina al movimento islamista palestinese Hamas, su Telegram. Il drone ha colpito un convoglio di ambulanze che si trovava nelle vicinanze, tra cui un veicolo della Mezzaluna rossa palestinese, secondo quanto riferito sul profilo X dell’organizzazione. Le autorità israeliane non hanno ancora commentato l’accaduto, ma in passato avevano affermato che un importante centro di comando di Hamas si troverebbe sotto l’ospedale Al Shifa.
L’ospedale indonesiano, nel nord di Gaza, è stato colpito a pochi minuti di distanza dall’attacco avvenuto davanti all’ingresso dell’ospedale Al Shifa di Gaza City. Lo ha riferito su Telegram l’agenzia di stampa palestinese “Quds News Network”, che ha precisato che nelle vicinanze della struttura sono presenti alcune scuole. L’ospedale indonesiano è stato usato come luogo di rifugio da diversi sfollati palestinesi. Non si conosce ancora il numero dei morti.

